venerdì 18 gennaio 2013

La del estribo
di Felix Luis Viera

Felix Luis Viera - La patria è un'arancia - Edizioni Il Foglio

para G.



A veces siento que más que tu amador

soy tu pasado.

Vine contigo



Tú estabas en la nieve en una tarde de sol y yo solté mis trineos

hacia donde Tú

y tú eras la flama que todo el mundo quisiera ver alumbrar sobre la nieve



Pero en realidad fue entre las montañas

en una ciudad que es mejor que pase a la historia sin nombre



Tú estabas entre las lámparas, los vasos, la gente, las cucharas

Tú eras de pronto una lámpara que iluminaba desde el valle cercano



Más que tu amador

soy tu pasado

Vine de ti

soy tu hijo más pequeño,

más leve



Ama al poeta

él te encontró entre los jardines y los rompecabezas

Él ha venido caminando desde la derrota para encontrarte

Eres la última reminiscencia de su tierra perdida

eres el olor a leña que aún llega desde los fogones de su infancia

No olvides al poeta



No lo olvides

Él para ti anidó colibríes al borde de la Muerte

contra la Muerte

Él te ha amado con el fervor de esas golondrinas que migran hacia el lado opuesto de la

Muerte

Te ha amado como a esas palmeras incendiadas en las noches de amor

en aquellas playas donde nadie quisiera morir



El poeta se irá antes que tú

pero primero arderán todos tus bosques

y aun los más humildes de tus pétalos sabrán del fuego

Ámalo, ni entonces lo abandones:

cuando hayan desaparecido sus versos, su cuartilla más gloriosa,

los puentes que cruzó

No lo olvides ni entonces:

él fue tu pasado

él vino contigo

él te amó con el reflejo del cuchillo en la rosa

y fue por ti que en el instante inesperado se sumó al amanecer.



Septiembre de 2002





Il mio sostegno
Traduzione di Gordiano Lupi
www.infol.it/lupi



para G.



A volte sento che non sono il tuo amante

ma il tuo passato.

Sono venuto con te.



Tu stavi nella neve in una sera di sole e io sciolsi le mie slitte

verso dove eri Tu

e tu eri la fiamma che tutti volevano veder luccicare sulla neve.



Ma in realtà fu tra le montagne

in una città che è meglio passi alla storia senza nome.



Tu eri tra le lampade, i vasi, la gente, i cucchiai.

Tu eri all’improvviso una lampada che illuminava dalla valle vicina.



Più che il tuo amante

sono il tuo passato.

Provengo da te

sono il tuo figlio più piccolo,

più lieve.



Ama il poeta

lui ti incontrò tra i giardini e i rompicapo.

Lui è venuto a piedi dalla sconfitta per incontrarti.

Sei l’ultima reminiscenza della sua terra perduta

sei l’odore di legna che ancora proviene dai focolari della sua infanzia.

Non dimenticare il poeta.



Non lo dimenticare.

Lui per te nidificò colibrì al margine della Morte

contro la Morte.

Lui ti ha amato con il fervore di quelle rondini che migrano verso il lato opposto della

Morte.

Ti ha amato come quelle palme incendiate nelle notti d’amore

su quelle spiagge dove nessuno vorrebbe morire.



Il poeta se ne andrà prima di te

ma prima bruceranno tutti i tuoi boschi

e anche i più umili tra i tuoi petali profumeranno di fuoco.

Amalo, non abbandonarlo mai:

quando saranno scomparsi i suoi versi, la sua cartella più gloriosa,

i ponti che attraversò.

Non dimenticarlo mai:

lui fu il tuo passato

lui venne con te

lui ti amò con il riflesso del coltello nella rosa

e fu per te che nell’istante più inatteso si unì all’alba.



Settembre 2002

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