martedì 10 gennaio 2012

VIRGILIO PIÑERA UNIÓN INDESTRUCTIBLE (1962)

dalla raccolta (inedita in Italia) El que vino a salvarme


NUESTRO AMOR VA DE MAL en peor. Se nos escapa de las manos, de la boca, de los ojos, del corazón. Ya su pecho no se refugia en el mío y mis piernas no corren a su encuentro. Hemos caído en lo más terrible que pueda ocurrirle a dos amantes: nos devolvemos las caras. Ella se ha quitado mi cara y la tira en la cama; yo me he sacado la suya y la encajo con violencia en el hueco dejado por la mía. Ya no velaremos más nuestro amor. Será bien triste coger cada uno por su lado.

Sin embargo, no me doy por vencido. Echo mano a un sencillo recurso. Acabo de comprar un tambor de pez. Ella, que ha adivinado mi intención, se desnuda en un abrir y cerrar los ojos. Acto seguido se sumerge en el pegajoso líquido. Su cuerpo ondula en la negra densidad de la pez. Cuando calculo que la impregnación ha ganado los repliegues más recónditos de su cuerpo, le ordeno salir y acostarse en las losas de mármol del jardín. A mi vez, me sumerjo en la pez salvadora. Un sol abrasador cae a plomo sobre nuestras cabezas. Me tiendo a su lado, nos fundimos en estrecho abrazo. Son las doce del día. Haciendo un cálculo conservador espero que a las tres de la tarde se haya consumado nuestra unión indestructible.


TRADUZIONE IN ITALIANO
VIRGILIO PIÑERA - UNIONE INDISTRUTTIBILE

IL NOSTRO AMORE VA DI MALE in peggio. Ci sfugge dalle mani, dalla bocca, dagli ochi, dal cuore. Il suo petto non si rifugia più nel mio e le mie gambe non le corrono incontro. Siamo caduti nella cosa più terribile che possa capitare a due amanti: ci restituiamo i nostri volti. Lei si è tolta la mia faccia e la tira sul letto; io mi sono tolto la sua e la incastro con forza nel buco lasciato dalla mia. Adesso non veglieremo più il nostro amore. Sarà molto triste andare ognuno per la propria strada.

Ma non mi do per vinto. Ho ancora una piccola risorsa. Ho appena comprato un tambutro di pece. Lei, che ha intuito le mie intenzioni, si spoglia in un batter d’occhio. Subito dopo si immerge nel liquido appiccicoso. Il suo corpo ondeggia nella nera densità dela pece. Quando ritengo il liquido abbia impregnato le pieghe più recondite del suo corpo, le ordino di uscire e di coricarsi sulle lastre di marmo del giardino. A mia volta, mi immergo nella pece salvifica. Un sole torrido cade a piombo sulle nostre teste. Mi sdraio accanto a lei e ci uniamo in uno strettio abbraccio. È mezzogiorno. Faccio un calcolo prudente e spero che alle tre del pomeriggio si sia consumata la nostra unione indistruttibile.

Traduzione di Gordiano Lupi

P.S.: Il 2012 è l'anno di Virgilio. E' il centenario della nascita.

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